Perdersi in un banale errore, tirare indietro la lancetta dei secondi nella vana speranza di rimediare, analizzo i vuoti lasciati da persone che non ci sono più, lacerazioni da distacco, strani effetti della memoria digitale in 3D che non legge il passato analogico in bianco e nero, lascio i sentimenti sulla riva del giorno e mi tuffo nel mare della notte nuotando leggero, sospeso nel crepuscolo, dove le luci e le ombre si sciolgono in un acquerello sbiadito. Sono fuorilegge, perennemente sul limitare tra il dentro e il fuori, tra l’in e l’out, percorro le vie incerte dei giorni nostalgici e dell’irrefrenabile malinconia, e non mi dispiace, non mi dispiace, non mi dispiace, avevo un sogno ed ora non c’è più, la musica dentro, sempre più invadente raggiunge il nucleo del mio essere più profondo e non lascia spazio ad errori né a rimpianti, essere fuori non è poi così male…..
Francis69
