La storia di Eva Cassidy è singolare e merita di essere raccontata. Anch’io l’ho scoperta per caso, leggendo una recensione qualche anno fa su una rivista specializzata, all’indomani dell’uscita del suo album live Nightbird. E’ una di quelle storie inusuali e commoventi che rimangono impresse, cristallizzate, come la sua voce. Pulita, limpida come un ruscello d’acqua fresca che sgorga dalle rocce dei monti Allegheny nel Maryland, patria nativa di Eva.
Un talento indiscutibile il suo, fin dall’infanzia, dove muoveva i suoi primi gorgheggi in una famiglia con spiccata propensione musicale. Sembra un destino già scritto e scontato. E invece no.
Sappiamo quanto a volte sappia essere beffardo e quanto sia difficile emergere nel mondo della musica anche se hai talento da vendere.
E così la storia della Cassidy sembra incanalarsi in un’esistenza anonima vincolata ad un lavoro come infermiera per guadagnarsi da vivere e sporadici comparse live nei fine settimana nei caffè e pub della zona per appagare la sua passione.
Sappiamo quanto a volte sappia essere beffardo e quanto sia difficile emergere nel mondo della musica anche se hai talento da vendere.E così la storia della Cassidy sembra incanalarsi in un’esistenza anonima vincolata ad un lavoro come infermiera per guadagnarsi da vivere e sporadici comparse live nei fine settimana nei caffè e pub della zona per appagare la sua passione.
Finchè un giorno la nota Chuck Brown, un musicista di Washington, mentre casualmente la sente esibirsi dal vivo e nota la sua voce fuori dall’ordinario. Così la convoca per collaborare a una sua incisione discografica autofinanziata. L’esperienza sembra proiettare Eva finalmente in un percorso di timida notorietà locale. Prende coraggio, dà le dimissioni da infermiera, riscuote la sua liquidazione e comincia a dedicarsi alla sua passione a tempo pieno, noleggiando l’attrezzatura e gli strumenti necessari per incidere un suo disco personale. L’occasione le si presenta all’alba del 1996 con un’esibizione al Blues Alley, un Jazz Club di Washington, assieme ad una band in stato di grazia: Chris Biondo al basso, Keith Grimes alle chitarre, Rice McLeod alla batteria e Lenny Williams al piano. Ciò che accadde quella sera fu qualcosa di magico. Una performance incredibile, uscita dal cilindro magico del destino, che neanche il raffreddore della Cassidy riesce a scalfire.
Ebbene tutto quello che si deve assolutamente ascoltare di Eva Cassidy è racchiuso in quella esibizione miracolosa che troviamo integralmente rimasterizzata in questo album. La voce straordinaria di Eva duetta meravigliosamente e indifferentemente con canzoni folk, country, blues, pop, jazz, R’n’B, gospel e soul a suo agio in qualsiasi genere con le straordinarie performance dei musicisti in vero e proprio stato di grazia. Quel che ne è uscito è tutto inciso qui in questo album che è impossibile non ascoltare e non avere.
Ebbene tutto quello che si deve assolutamente ascoltare di Eva Cassidy è racchiuso in quella esibizione miracolosa che troviamo integralmente rimasterizzata in questo album. La voce straordinaria di Eva duetta meravigliosamente e indifferentemente con canzoni folk, country, blues, pop, jazz, R’n’B, gospel e soul a suo agio in qualsiasi genere con le straordinarie performance dei musicisti in vero e proprio stato di grazia. Quel che ne è uscito è tutto inciso qui in questo album che è impossibile non ascoltare e non avere.
Un capolavoro questo Nightbird, uscito nel 2015 e destinato a divenire un vero e proprio oggetto cult per gli amanti della musica raffinata e di classe.
Eva Cassidy muore pochi mesi dopo quella straordinaria performance, il 2 novembre del 1996 per un melanoma. Il destino beffardo sembra aver detto l'ultima parola. Ed invece no, perchè tutta la discografia esce postuma a parte il primo The Other Side con Chuck Brown. Finalmente ha raggiunto l'olimpo che le spettava di diritto. Sì, davvero una strana storia questa di Eva Cassidy…
Eva Cassidy muore pochi mesi dopo quella straordinaria performance, il 2 novembre del 1996 per un melanoma. Il destino beffardo sembra aver detto l'ultima parola. Ed invece no, perchè tutta la discografia esce postuma a parte il primo The Other Side con Chuck Brown. Finalmente ha raggiunto l'olimpo che le spettava di diritto. Sì, davvero una strana storia questa di Eva Cassidy…
Francis69



