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Un uomo ordinario impegnato nella straordinaria avventura di vivere...

venerdì 22 luglio 2011

Solitudine

Succede a volte di provare l’esperienza dell’abbandono. In quei luoghi dapprima affollati e allegri e poi a poco a poco solitari e tristi rimanendovi ultimi e soli. Frangenti che si dibattono in tentativi di esorcizzare l’incombente malinconia con musica e pensieri di tempi andati, forieri di allegria e spensieratezze. Ma guardarsi indietro per rivivere esperienze felici diviene presto ossessione e inquietudine. Oppure la profonda disperazione di aver perduto senza appello una relazione, dove affondano le radici dei rimorsi per ciò che è stato detto o fatto, ma di più per ciò che si è omesso di dire o fare. Ipocondrie rivestite di sensi di colpa, sensazioni di profondo isolamento e alienazione. Catarsi all’ombra di ricordi spiacevoli e urgente esigenza. Manca l’appello per dare una parola fine ai sogni quando divengono più credibili della realtà. Non è per vivere nel passato, ma per sondare la memoria alla ricerca di cose buone, che ora mancano o ci sfuggono. Ecco tutto questo succede nelle esperienze di solitudine, improvvise e invasive, come lame affilate…

Francis69

Vento


Laggiù il vento ha un nome: lo chiamano Maria. Più esplicitamente potrebbero chiamarlo figlio di puttana. Quella sera nel deserto le raffiche di vento si smorzarono col buio solo per stabilizzarsi in un soffio costante che scosse il furgone per tutta la notte, portando con sé i suoni degli uomini e gli strani rumori del deserto, disperdendoli nella vastità dello spazio, andando e venendo senza tregua, scivolando sopra, sotto e dentro ogni cosa, e trascinando con sé tutto ciò che non era fissato alla terra: palle di erbe vaganti, sabbia, l’umida traspirazione della vita. All'alba il vento tornò a soffiare più forte da nord, e portandosi dietro la polvere dalle cime delle mesetas fin giù nella valle, spingeva il furgoncino dal bordo al centro della strada con tale ostinazione che le braccia faticavano a tenere la rotta contro la furia del vento: in lontananza a sud le rosse appendici allungate delle Glass Mountains ne smorzavano l'impeto, pur senza riuscire a fermarlo del tutto.

(W. Least Heat-Moon, Strade Blu)