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Un uomo ordinario impegnato nella straordinaria avventura di vivere...

lunedì 3 aprile 2017

Somebody to love



C’è magia nell’aria stanotte, il vento dei ricordi spettina
i pensieri, mossi a malinconia, tenera e disperata malinconia. Ogni volta che
ci si ferma col fiato grosso a guardare indietro, ci assale il ricordo di
coloro che non ci sono più. Sono volti che abbiamo amato, a cui abbiamo
parlato, sorriso o semplicemente sono stati amici per un breve tragitto di
vita. Tutti loro vivono nella memoria, nei luoghi dove siamo passati, anche
solo una volta. Ci sono luoghi che rimangono nella memoria per sempre, legati a
canzoni e a persone che non abbiamo dimenticato. Ci sono parole che vorremmo
aver detto nei momenti giusti, ma al momento giusto non ci siamo riusciti. Ci
sono cose che vorremmo aver fatto, ma abbiamo perso l’occasione.
Abbiamo molto viaggiato, alla ricerca di qualche sogno che potesse diventare realtà.
Quanti chilometri e notti insonni passate con la musica ad attraversare l’anima, lo
sguardo lontano, dove il nastro d’asfalto si tuffa nell’orizzonte, notti
solitarie passate a dire a se stessi “Sogna come se dovessi vivere per sempre,
vivi come se dovessi morire oggi”. E poi i sogni ad occhi aperti, i ricordi
degli amici rimasti e di quelli che se ne sono andati, i rimpianti tarlati dal
disincanto che uccide la fantasia. Ma siamo ancora vivi e possiamo sognare
ancora, sperando di rivivere nuovamente la “Summer of Love”, l’epoca unica ed
irripetibile dove sognare e amare era l’unica via…
Francis69

lunedì 27 marzo 2017

Crazy Heart





L’ho visto finalmente l’altra sera, dopo un po’ di tempo che avevo acquistato il DVD in edicola e che tenevo ancora incartato nel cellophane.
Non nascondo che avevo delle aspettative verso la pellicola, fin dal 2010 quando vidi i trailer. Il fatto che sia stato un film mai passato in TV, o che io non abbia mai visto prima di allora, la dice lunga sui miei tempi!
Aspettative che derivano dal mio amore verso la musica, il mondo Country e verso questo genere di film, dove c’è una storia interessante.
Inoltre il protagonista è uno dei miei attori preferiti, Jeff Bridges, vincitore di un Golden Globe e di un Oscar. In totale il film riceve due Golden Globe e due Oscar (miglior attore protagonista e miglior canzone originale - The Weary Kind di Ryan Bingham e T-Bone Burnett).
Inutile dire che la colonna sonora è di alto livello come le performance dello stesso Bridges, che interpreta tutte le canzoni del protagonista Bad Blake, Buck Owens, The Louvin’ Brothers, Ryan Bingham, Lightnin’ Hopkins, Waylon Jennings, Townes Van Zandt e Sam Philips.
Un’immersione calda e immediata nel Country vero, onesto, classico.
La storia si dipana dal viale del tramonto, tristemente imboccato da un ormai vecchio e alcolizzato ex cantautore Country di successo, che deve fare i conti coi suoi cinque divorzi e i nuovi musicisti che avanzano e le difficoltà sempre maggiori a reperire un contratto decente che gli garantisca una remunerazione che gli consenta di sopravvivere e di comprarsi una bottiglia di Whisky di infima qualità in uno Store qualsiasi sperduto nel deserto. Una realtà quotidiana fatta di decadenza, di Motels fatiscenti, di rapporti promiscui improvvisati e palchi sempre più dimessi nella lontana e alienata periferia americana. Un uomo costretto dalle necessità ad adattarsi ad un mondo che non riconosce più, nonostante un manipolo di fans incalliti ancora calorosi e disposti a tutto pur di vederlo suonare nel Bar sgangherato del paese. Finchè un giorno non riscopre l’amore, imprevisto e inaspettato, una giovane aspirante giornalista che, grazie ad un figlio che il vecchio cantante impara presto ad adorare, lo spinge verso la disintossicazione e il recupero di una vita più regolare. Ma come nelle migliori sceneggiature, prima di risalire bisogna toccare il fondo. Il vecchio Blake sfiorerà la morte in più occasioni sia per gli eccessi dell’alcool e del fumo che per un incidente stradale.
Finchè accade l’irreparabile quando, dopo l’ennesima sbornia, smarrisce il figlio che l’amata gli aveva affidato. Alla fine viene ritrovato sano e salvo ma l’episodio segna in modo indelebile il loro rapporto, tanto che lei capisce che egli non potrà mai essere il compagno e padre per suo figlio che credeva di aver trovato.
Blake si disintossica e continua a scrivere canzoni e ritorna dalla sua amata che però lo rifiuta definitivamente. Egli allora cerca il riscatto in ciò che sa fare e che gli riesce meglio, scrivere canzoni. Canzoni che farà interpretare al giovane cantante country emergente, l’odiato ex discepolo (Colin Farrell), che comunque nutre nei suoi confronti un debito morale di riconoscenza per ciò che gli ha insegnato e che gli ha permesso di raggiungere il successo di cui gode e cerca in qualche modo di aiutare.
Alla fine riesce a sdebitarsi rilanciandolo come autore, garantendogli la sicurezza economica che inseguiva da tempo.
Nel complesso una storia vera, costellata di fallimenti, di cadute nell’abisso e di faticose risalite fino al luminoso e malinconico finale in un tramonto country classico sulle note in sottofondo di The Weary Kind, dove i due ex amanti si ritrovano, dopo aver imboccato strade e vite separate, ma che sodalizzano un’affetto e amicizia sinceri, per sempre. Bel film e belle sceneggiature. Un Jeff Bridges sontuoso, che merita ampiamente i riconoscimenti, e belle canzoni che contribuiscono ad avvolgere lo spettatore nella calda atmosfera country.
Francis69 

mercoledì 22 marzo 2017

You and Your Friend (On the Night)





Ore 8:00, immerso nel traffico costipato del mattino, i pullman, le auto, migliaia di biciclette e studenti con lo zaino dalle facce arrossate e insonnolite... li guardo tutti. Sono adolescenti, come me un tempo... chi scruta lo smartphone, chi indossa le cuffie con aria assorta, chi ride, chi fuma, chi ha la faccia dura e imbronciata... sono ragazzi, che ambiscono a un futuro, lo sognano, lo immaginano bello, luminoso, pieno di speranze e promesse... proprio come le nostre, un tempo.... voglio immaginare che un domani potranno sistemare i disastri che la nostra generazione sta inesorabilmente compiendo... intanto nell'autoradio suonano le note rade e profonde di "You And Your Friend" dei Dire Straits... alzo il volume... per coprire il frastuono dei clacson e dei pensieri negativi... alzo... e improvviso uno spruzzo di acquerugiola inonda il parabrezza dell'auto... innesco il tergicristallo che con un paio di colpi spazza via le gocce e la malinconia... Buona giornata gente, è primavera! (y)

venerdì 20 maggio 2016

Pensavo a te



…e poi arrivano quei giorni in cui nulla non va... però ti attraversa una sottile malinconia... arriva improvvisa al mattino quando i sogni si mescolano alle prime luci dell'alba, quei brevi istanti ne sogno ne realtà, quando i pensieri arrivano da chissà dove e vagano da soli senza meta e non ti abbandonano per tutto il giorno. Ti accompagnano, non ti lasciano in pace... puoi non pensarci, o far finta di nulla, ma loro sono lì, dietro i tuoi sguardi, dietro le parole, dietro ai silenzi. Poi, senza saperlo, cerchi conforto in una canzone adatta a lenire quello stato d'animo strano, speciale, indefinito... quelle canzoni arrivano poi, e sono proprio quelle giuste, che hanno il potere di dare forma a quella sottile tristezza a cui non riesci a dare un nome... ma le canzoni sì, ci riescono eccome... allora vorresti condividerle con qualcuno. Qualcuno che capisca perfettamente cosa intendi esprimere, dire, trasmettere... qualcuno con cui spartire qualcosa, di strano, indefinito, bello... proprio come quei sogni, proprio come quelle canzoni...

Francis69

Novecento. Un piccolo capolavoro



Una volta le recensioni erano una delle cose che sapevo fare... o meglio mi riuscivano bene. Ci provo con questo libriccino che ho appena ultimato di leggere e suggeritomi dall'amica Valeria Vello che ringrazio. Il film è una di quelle pellicole indimenticabili da cineteca, complice la regia di Bernardo Bertolucci, ma grazie anche alla storia in sè. Frutto della fantasia dello scrittore, è una di quelle idee folgoranti che intuisci subito essere il cosiddetto colpo di fulmine. Chi mai aveva immaginato prima una storia talmente assurda e bislacca da sembrare vera e credibile? In breve un bambino, abbandonato su una grossa nave transoceanica ai tempi delle grandi migrazioni a cavallo tra le due guerre, viene adottato dall'equipaggio e che su quella nave trascorre tutta la sua vita, senza mai mettere piede sulla terraferma. Se ci pensiamo, già di per sè la storia è straordinaria così. Figuriamoci poi, se ci aggiungiamo che il predetto, diviene anche un fuoriclasse del pianoforte. Un virtuoso che non ha eguali, sulla terraferma. Ma siccome lui, la terraferma non l'ha mai nemmeno sfiorata, rimane un fenomeno quasi da baraccone, la cui storia vola di bocca in bocca, tramandata da migliaia di emigranti, che contribuiscono a renderlo leggenda. Un monologo teatrale, il libriccino di poche pagine. Troppo poche. La storia meritava un più ampio racconto, uno svolgimento più dettagliato e prolisso. C'era davvero tanto da raccontare, da infiorettare, da sviscerare... l'impressione è proprio quella di un leggero senso di insoddisfazione, dopo un antipasto sontuoso. Ad una prima valutazione superficiale. Sì perchè poi si capisce che la grandezza della storia è proprio nel lasciare ampi spazi alla fantasia, all'immaginazione, del lettore. E' un capolavoro. E come tutti i capolavori, a volte, sono davvero di dimensioni ridotte, come la Monna Lisa di Leonardo (77x53 cm.) o brevi come Johnny B. Goode di Chuck Berry (2'40") o Hound Dog di Elvis Presley (2'15"), era destino che durasse così poco. Un destino beffardo e crudele, che lascia l'amaro in bocca, come il finale della storia, così romantico, così tragico eppur così terribilmente bello...

Francis69

mercoledì 7 ottobre 2015

Meaning of an emotion

 
Leggero come un volteggio di un gabbiano bianco, delicato come un battito d'ali, elegante come una sinfonia di note che si rincorrono cristalline, deciso come uno spruzzo improvviso d'acqua fresca sul viso, come un alito di vento che fa rabbrividire la pelle, come un braccio attorno alle spalle davanti al mare, spumeggiante come il fragore delle onde sugli scogli, inebriante come un vino frizzante e fresco, leggiadro come un cavallo che corre sulla spiaggia, tenero come una lacrima, rotondo come l'iride degli occhi, magico come un bacio sulle labbra...
Francis69

mercoledì 13 maggio 2015

Lettere - John Fante

Appena terminato il libro "Lettere" di John Fante il primo commento è stato: Meraviglioso! Chi si aspetta di trovarci i tipici racconti tragicomici dello scrittore italo-americano resterà deluso.
Chi spera di trovare qualcosa di più intimo e personale dello scrittore invece, sarà esaudito. Un affresco di lettere, indirizzate per lo più alla madre, ma anche ai suoi amici più intimi, che raccontano il vissuto e le difficoltà, ma anche gli sperperi di tempo e denaro e le colossali bevute, di uno degli scrittori più interessanti del secolo scorso. Alcune rasentano il parossismo più estremo, come quelle dove si offre candidamente volontario per deflorare le mogli e fidanzate dei suoi fratelli, onde farle vivere più pienamente e gioiosamente la vita... dire che Fante era un genio della scrittura può apparire esagerato, ma provate ad accostarvi ai suoi libri - Chiedi alla Polvere, Aspetta primavera Bandini, Full of Life, La confraternita dell'Uva (del Chianti), Sogni di Bunker Hill, La strada per Los Angeles - ne resterete scioccati ed affascinati allo stesso tempo.
Francis 69