E poi improvviso un rombo saturo, come di tuono che prima
lacera l’aria gonfia di umidità e poi rimbalza ed entra in loop come un
subwoofer sfondato a piena potenza…. Il fragore tumultuoso si spegne lontano in
echi sempre più radi e saturi di pioggia. Il cristallino rimbalzo delle rare
gocce scintillanti che danzano sul davanzale nel riflesso dei lampioni. Singing
in the Rain come Gene Kelly nel diluvio di emozioni, pioggia e profumo di
ozono. Il tempo non esiste, l’immagine è fissata in uno scatto indelebile in
bianco e nero nella memoria. Nella stanza in penombra, disegni strani sulle
pareti, ombre dilatate dei desideri accesi, luminosi come fari nella notte… la
musica avvolge e racchiude, sigilla e penetra, chiudo gli occhi e vengo rapito
da un film di mille anni fa…
Francis69

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