L’edificio sorgeva da un prato con l’erba rasata di fresco, la veranda sul davanti era memore di lunghe serate d’estate, passate ad ascoltare il frinire delle cicale e a sorseggiare una birra. I balconi spalancati erano tanti occhi aperti sulla collina, dove i sogni di ragazzo si rincorrevano lungo i prati, come cavalli selvaggi e liberi. Dietro quelle finestre, nelle sere piovose, passavo lunghe ore a guardar fuori, attraverso i vetri umidi di pioggia, alla ricerca di un futuro lontano, e la musica… la musica si librava nell’aria e riempiva ogni cosa.
//
Francis69


Nessun commento:
Posta un commento
Grazie del tuo commento! Per me è un ulteriore stimolo per continuare a fare ciò che mi piace e cercare di migliorarmi.