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Un uomo ordinario impegnato nella straordinaria avventura di vivere...

venerdì 20 maggio 2016

Novecento. Un piccolo capolavoro



Una volta le recensioni erano una delle cose che sapevo fare... o meglio mi riuscivano bene. Ci provo con questo libriccino che ho appena ultimato di leggere e suggeritomi dall'amica Valeria Vello che ringrazio. Il film è una di quelle pellicole indimenticabili da cineteca, complice la regia di Bernardo Bertolucci, ma grazie anche alla storia in sè. Frutto della fantasia dello scrittore, è una di quelle idee folgoranti che intuisci subito essere il cosiddetto colpo di fulmine. Chi mai aveva immaginato prima una storia talmente assurda e bislacca da sembrare vera e credibile? In breve un bambino, abbandonato su una grossa nave transoceanica ai tempi delle grandi migrazioni a cavallo tra le due guerre, viene adottato dall'equipaggio e che su quella nave trascorre tutta la sua vita, senza mai mettere piede sulla terraferma. Se ci pensiamo, già di per sè la storia è straordinaria così. Figuriamoci poi, se ci aggiungiamo che il predetto, diviene anche un fuoriclasse del pianoforte. Un virtuoso che non ha eguali, sulla terraferma. Ma siccome lui, la terraferma non l'ha mai nemmeno sfiorata, rimane un fenomeno quasi da baraccone, la cui storia vola di bocca in bocca, tramandata da migliaia di emigranti, che contribuiscono a renderlo leggenda. Un monologo teatrale, il libriccino di poche pagine. Troppo poche. La storia meritava un più ampio racconto, uno svolgimento più dettagliato e prolisso. C'era davvero tanto da raccontare, da infiorettare, da sviscerare... l'impressione è proprio quella di un leggero senso di insoddisfazione, dopo un antipasto sontuoso. Ad una prima valutazione superficiale. Sì perchè poi si capisce che la grandezza della storia è proprio nel lasciare ampi spazi alla fantasia, all'immaginazione, del lettore. E' un capolavoro. E come tutti i capolavori, a volte, sono davvero di dimensioni ridotte, come la Monna Lisa di Leonardo (77x53 cm.) o brevi come Johnny B. Goode di Chuck Berry (2'40") o Hound Dog di Elvis Presley (2'15"), era destino che durasse così poco. Un destino beffardo e crudele, che lascia l'amaro in bocca, come il finale della storia, così romantico, così tragico eppur così terribilmente bello...

Francis69

mercoledì 7 ottobre 2015

Meaning of an emotion

 
Leggero come un volteggio di un gabbiano bianco, delicato come un battito d'ali, elegante come una sinfonia di note che si rincorrono cristalline, deciso come uno spruzzo improvviso d'acqua fresca sul viso, come un alito di vento che fa rabbrividire la pelle, come un braccio attorno alle spalle davanti al mare, spumeggiante come il fragore delle onde sugli scogli, inebriante come un vino frizzante e fresco, leggiadro come un cavallo che corre sulla spiaggia, tenero come una lacrima, rotondo come l'iride degli occhi, magico come un bacio sulle labbra...
Francis69

mercoledì 13 maggio 2015

Lettere - John Fante

Appena terminato il libro "Lettere" di John Fante il primo commento è stato: Meraviglioso! Chi si aspetta di trovarci i tipici racconti tragicomici dello scrittore italo-americano resterà deluso.
Chi spera di trovare qualcosa di più intimo e personale dello scrittore invece, sarà esaudito. Un affresco di lettere, indirizzate per lo più alla madre, ma anche ai suoi amici più intimi, che raccontano il vissuto e le difficoltà, ma anche gli sperperi di tempo e denaro e le colossali bevute, di uno degli scrittori più interessanti del secolo scorso. Alcune rasentano il parossismo più estremo, come quelle dove si offre candidamente volontario per deflorare le mogli e fidanzate dei suoi fratelli, onde farle vivere più pienamente e gioiosamente la vita... dire che Fante era un genio della scrittura può apparire esagerato, ma provate ad accostarvi ai suoi libri - Chiedi alla Polvere, Aspetta primavera Bandini, Full of Life, La confraternita dell'Uva (del Chianti), Sogni di Bunker Hill, La strada per Los Angeles - ne resterete scioccati ed affascinati allo stesso tempo.
Francis 69

venerdì 13 febbraio 2015

In un'altra vita



Cosa avrei voluto essere in un’altra vita? Un musicista e uno scrittore… la musica è parte di me, non riesco ad immaginare un giorno senza di lei… mi piacerebbe essere capace di crearla, di inventarla, di suonarla… posso solo ascoltarla, sentirla, farla mia e immaginare di essere lì a suonarla in un locale fumoso, oppure sopra un palco affollato… ma i sogni spesso sono così vividi da sembrare veri. Ed ecco allora che parte l’emozione, che ti fa accapponare la pelle, ti fa rabbrividire e godere di una sensazione fantastica, seppure irreale… questa è la musica. E poi scrivere, scrivere, scrivere… ascoltando musica e fissare sulla carta le sensazioni che ne derivano… senza filtri, senza schemi… take it easy. Se ci penso bene, in fondo, è questo che mi piacerebbe fare veramente…
Francis69

lunedì 2 febbraio 2015

Downtown Train


E' un pomeriggio piovoso e grigio di nubi basse e mani fredde... lo sguardo vola lontano, attraverso il vetro umido di pioggia... vedo le gocce allinearsi e scorrere come vagoni in partenza, sempre più lunghi... come vorrei saltare su un treno e andare... non so dove... via verso città nuove... dove il fumo esce dai tombini e la gente cammina frettolosa su marciapiedi affollati senza badare a te... poi, infreddolito entrare in un bar, caldo ed accogliente, con il profumo dolce del caffè e del cioccolato...  ordinare e sedermi vicino alla finestra per osservare il fluire delle cose... il via-vai dei treni lungo la banchina della stazione....
Francis69

lunedì 14 luglio 2014

La casa dei sogni

L’edificio sorgeva da un prato con l’erba rasata di fresco, la veranda sul davanti era memore di lunghe serate d’estate, passate ad ascoltare il frinire delle cicale e a sorseggiare una birra. I balconi spalancati erano tanti occhi aperti sulla collina, dove i sogni di ragazzo si rincorrevano lungo i prati, come cavalli selvaggi e liberi. Dietro quelle finestre, nelle sere piovose, passavo lunghe ore a guardar fuori, attraverso i vetri umidi di pioggia, alla ricerca di un futuro lontano, e la musica… la musica si librava nell’aria e riempiva ogni cosa.

// Francis69

venerdì 6 giugno 2014

Mi sono innamorato nuovamente

Mi sono innamorato una seconda volta… a volte succede. Soprattutto quando il tempo, i chilometri, la polvere, i moscerini a poco a poco ricoprono di una patina sottile ma sempre più ingombrante la nostra moto. Tanto che, vederla lì, in garage, ferma da mesi, non ti da più alcuna emozione. E così la decisione malsana viene presa nella maniera che pare più indolore possibile. Accadesse che poi magari te ne liberi così, improvvisamente, forse il rimpianto sarebbe di breve durata, e poi il tempo fa la sua parte e tutto passa via…. Invece no! Allora ti viene suggerito di spogliarla di tutti i suoi accessori, che hai cercato, sognato, procurato con tanta dedizione e qualche sacrificio. Venderli a parte ti garantisce sicuramente un introito maggiore. Certo, è così. E accade che inizi a togliere qui, rimontare di là, sostituire su, cambiare giù e a poco a poco eccola lì, nuovamente come appariva in origine. Visto che ci sei, ci dai anche una bella lavata, ingrassata, lucidata. E il risultato è tutto lì, sotto ai tuoi occhi: una moto meravigliosa, che ti ha fatto innamorare la prima volta che l’hai vista, che ti ha emozionato la prima volta che l’hai guidata, che ti ha esaltato la prima volta che l’hai spinta oltre ogni limite… e adesso? Adesso ti accorgi che non te ne vorresti separare. Speri di non riuscire a venderla… perchè ti sei innamorato nuovamente di lei, così com’è, semplice e nuda, come una bella e affascinante donna. La gente mi chiede se mi sono comprato la moto nuova… ma com’è possibile? E’ sempre lei, solo più semplice e originale… bella come non mai. I love you Varadero!

Francis69