Recensisco a beneficio degli interessati, questo album di Joe Ely uscito nel 2015, Panhandle Rambler. Si tratta di un album a mio avviso molto interessante e che segna il ritorno ai fasti di un tempo di questo glorioso cantautore pioniere della musica country tradizionale con venature latine e dalle profonde radici Texane. Originario di Amarillo, la prima volta che ne sentii parlare fu nei lontani anni ‘80. Me lo ritrovai successivamente nel ’95 recensito in una rivista musicale in concomitanza con l’uscita del suo quattordicesimo album “Letter to Laredo” che lo riportava guarda caso nuovamente verso le sonorità tradizionali dopo tre lustri passati a sperimentare sonorità più elettriche grazie anche alle contaminazioni dell’amico omonimo ma che di cognome faceva Strummer (partecipò ai cori spagnoleggianti di Should I Stay or Should I Go dei Clash). La storia di Ely è costellata infatti di partenze e di ritorni. Come questa escursione nello stato a “manico di padella” (Panhandle Rambler appunto) che ci riporta il profumo lontano delle praterie texane, quegli odori tipici delle terre di frontiera, meta di pellegrinaggi ed escursioni, più e più volte compiute dal nostro a bordo di sonorità e roulottes d’altri tempi. Ascoltare questo album ti riporta inevitabilmente a quei luoghi e a quei malinconici tramonti sulle strade sperdute di quell’America ormai perduta e fotografata e mitizzata migliaia di volte, ma che ancora oggi non smette di stupire ed affascinare.
Francis69



