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giovedì 26 settembre 2013

Il diavolo in me


Il destino è una lama tagliente, uno stridore d’unghia sul vetro. Trovarsi soli a pensare, senza orizzonti da guardare, senza albe da attendere. La notte sempre più buia e senza fine. Una paura ingiustificata che ti prende allo stomaco, ti fa tremare le gambe e pensi che sia finita. Non c’è scampo, non sai a chi aggrapparti. Credi che nessuno ti capisca, vorresti gridare e chiedere aiuto. Nessuno ti ascolta, e non vuoi disturbare. Scusa amore, non ti sveglierò più, sto solo morendo. Il mondo la fuori è buio, nessuno ti ascolta. Aiuto! Una sirena echeggia lontana, ti chiedi se sta correndo per te. Forse sei già andato, oppure manca poco. Panico! Non sai che fare, eppure, nulla non va. Fisicamente. E’ solo la tua testa che ti ha tradito. Non pensare, non pensare, non pensare. Vorresti dormire. No, hai detto dormire, non morire. Non vuoi morire. Una paura fottuta di morire ti comprime il petto, ti toglie l’aria. Forse è giunta l’ora. Eppure sono ancora qui. Preghi, invochi, supplichi. Non vivi, sopravvivi. Tiri a campare, senza ascoltare veramente nessuno. Non t’importa di nulla. Apatia, vorresti addormentarti, per non pensare. Ma non ci riesci. La notte è lunga, un tunnel senza fine. I pensieri si rincorrono senza logica. Pensare positivo. Facile a dirsi. Ti chiudi a riccio, non sai più che fare. Ti guardi allo specchio e non vedi nessuno. Un involucro floscio senza contenuto che trascina i piedi, lo sguardo rivolto a terra. Guardi la gente, ti chiedi come fanno a vivere, sorridere, parlare ignari di tutto. Perché proprio io e non loro? Basterebbe solo un po’ più di fiducia. Una montagna da scalare troppo irta, da solo non ce la puoi fare. Sarebbe semplice con una pastiglia, far passare tutto questo, no? Ma è solo illusione. Nessuna medicina ti può tirar fuori dal pozzo nero in cui sei finito. Eppure, un po’ di luce, lassù, c’è. Poi, improvvisamente, lentamente, faticosamente, sei fuori. Credi di avercela fatta. Scivoli di nuovo. Sei dentro, merda! Devo uscire da qui…
Francis69

2 commenti:

  1. Ancora una volta hai saputo colpire nel segno. Sarebbe importante capire che non si è soli, che c'è qualcuno che prova le nostre stesse paure, le stesse angosce e che l'aiuto arriva sia sottoforma di placebo, sia dalla quotidianità e da chi davvero ci conosce e ci vuole bene...anzi, vuole il nostro bene. C'è una mano che ti aiuta ad uscire da lì. La vuoi? ECCOLA!!!!

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  2. Hai ragione. Il cuore ha vie che la ragione non conosce. Grazie!!

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Grazie del tuo commento! Per me è un ulteriore stimolo per continuare a fare ciò che mi piace e cercare di migliorarmi.